I progetti già conclusi

PROGETTO  “Donne al centro contro la violenza”

Progetto del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna,

rete regionale di centri antiviolenza di cui fa parte anche SOS Donna

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna ha realizzato, tramite un bando finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, il progetto “Donne al centro contro la violenza”, in collaborazione con l’agenzia Comunicattive Comunicazione di un certo genere e con la partnership di TPER.

Durante il progetto le donne che frequentano i centri antiviolenza del Coordinamento sono state coinvolte attivamente tramite 7 focus group realizzati in 7 centri tra maggio e giugno 2018. Durante i focus group, condotti da operatrici dei centri, le donne hanno riflettuto sulle migliori soluzioni comunicative, sia a livello di messaggio verbale sia a livello di messaggio visuale, a partire da bozze iniziali predisposte dall’agenzia Comunicattive. Il processo tramite cui si è arrivate a definire il progetto comunicativo è diventato un’occasione, per le donne coinvolte, di riflettere simbolicamente sul proprio vissuto, un processo liberatorio in cui lavorare sulla rappresentazione ha fornito elementi di interpretazione e consapevolezza. Il messaggio che arriva dall’immagine della campagna è in primo luogo un messaggio di solidarietà e sorellanza, ma anche di forza, riconoscimento reciproco, motivazione per acquisire la forza necessaria a iniziare un percorso di uscita dalla violenza, oltre che di rispetto e tutela della privacy delle donne, tutti elementi che riflettono i presupposti della metodologia adottata dai centri del Coordinamento.

La campagna è stata divulgata attraverso canali di diffusione variegati: locandine su bus e treni T-Per, manifesti, campagne ADV su Facebook e 130.000 segnalibri diffusi in biblioteche universitarie e comunali. Questi ultimi, per rendere la campagna accessibile anche alle donne migranti domiciliate nel territorio regionale, sono stati realizzati anche in differenti versioni con traduzione in inglese, francese, spagnolo, rumeno, albanese, russo, arabo e urdu. La campagna è stata diffusa in modo capillare in tutto il territorio regionale dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo, oltre ai centri urbani di appartenenza dei centri antiviolenza componenti il Coordinamento, 6 comuni dell’aerea del Basso Ferrarese (Comacchio, Codigoro, Mesola, Goro, Lagosanto e Berra), 6 comuni montani (Borgo Tossignano, Castel del Rio, Monte San Pietro, Pavullo nel Frignano, Riolo Terme e Castel Novo Ne’ Monti) e alcuni comuni montani in provincia di Parma, per raggiungere le donne anche in contesti più periferici e isolati.

PROGETTO  “Unioni per le differenze”

Pari Opportunità,

rete di servizi,

fornire informazioni e sostegno,

sostegno ed aiuto alle donne

Il contributo assegnato dalla Regione Emilia-Romagna a SOS Donna è di 36.000 euro, per un progetto realizzato in partnership con Unione della Romagna Faentina, Unione della Bassa Romagna, Associazione Demetra Donne in Aiuto di Lugo, ASP Romagna Faentina, Cooperativa Sociale Ricercazione ARL di Ravenna e Associazione Teatro Due Mondi.

In continuità con il progetto 2016 “L’Unione fa la differenza”,  nel 2018 il nuovo Progetto “Unioni per le differenze” si propone di coinvolgere i soggetti attivi sulle tematiche delle differenze e violenza di genere, sul ruolo di uomini e donne nella società, sul rafforzamento della persona attraverso l’acquisizione di strumenti atti a contrastare le discriminazioni ed elevare il proprio grado di consapevolezza, creando momenti di interazione e compartecipazione, anche con l’obiettivo di sperimentare un modello in Rete, condiviso, che sappia proporsi come riferimento territoriale per le donne e le loro famiglie, sulle problematiche dell’integrazione sociale, culturale, educativa, delle relazioni familiari e del lavoro, anche attraverso interventi personalizzati, di gruppo e/o comunitari. Il Progetto ha permesso di realizzare nei due territori diversi interventi formativi in ambito scolastico sui temi dell’educazione alle differenze di genere, in collaborazione con il Teatro Due Mondi, sono stati realizzati laboratori sperimentali partendo dalla visione dello spettacolo teatrale “Quelle ragazze ribelli”; inoltre si sono svolti eventi culturali sul femminile e interventi specifici sulle tematiche dell’integrazione sociale delle donne migranti, con percorsi di sostegno alla genitorialità e alle relazioni sociali e familiari svolti in collaborazione con il CPIA (scuola italiano) e gli operatori del Centro per le famiglie che collaborano in rete con i servizi socio sanitari del territorio, laboratori di socializzazione, interventi di mediazione sociale, laboratori teatrali, percorsi rivolti alle operatrici dei Servizi Sociali e dei Centri Antiviolenza dei due territori sull’accoglienza e presa in carico di donne migranti vittime di violenza.

PROGETTO  “MAI PIù DONNE CON LE SPALLE AL MURO”

Un murales contro la violenza alle donne

Per festeggiare i 25 anni dall’inizio delle attività dell’Associazione SOS Donna

L’8 marzo 2019 l’Associazione SOS DONNA di Faenza, centro contro la violenza alle donne, ha compiuto 25 anni. Per celebrare questo importante traguardo è stata scelta la significativa realizzazione di un’opera d’arte che fosse anche un regalo alla città: un murales a tema femminile firmato dall’artista francese Coquelicot Mafille, parte del progetto “Mai più donne con le spalle al muro”.

L’opera è stata inaugurata sabato 9 marzo 2019 con un percorso itinerante che da piazzetta Carlo Zauli ha portato i presenti fino all’opera, in Via Montalto, nel Distretto A, quartiere già connotato da altre iniziative analoghe. L’immagine doveva essere quella di donna forte, libera e autodeterminata: si è partiti da questa idea per una “chiamata” per selezionare una street artist sensibile a queste tematiche; l’invito a partecipare è stato rivolto solamente ad artiste donna e alla scadenza per la presentazione dei bozzetti sono state 43 le proposte arrivate a Faenza dall’Italia e dall’estero. ll progetto, patrocinato dall’Unione della Romagna Faentina, è stato curato da SOS Donna e Distretto A – Faenza Art District e realizzato grazie al sostegno di: Ascom, la BCC Credito Cooperativo, Bucci Industries S.p.A., Gemos Soc. Coop., Il Pennello, Parafarmacia Salute e Natura, Prink S.p.A., Rustichelli Color, Tema Sinergie S.p.A., Top Rent S.r.l. e Regione Emilia-Romagna.

 

PROGETTO DPO

“Un Luogo per Ricominciare”

Potenziamento di sostegno alla genitorialità,

alfabetizzazione informatica e linguistica,

babysitting e sostegno didattico per i minori,

servizio di emergenza su 24 ore

Beneficia di un contributo ministeriale di 250mila euro il progetto presentato da Sos Donna, in partnership con l’Unione della Romagna Faentina, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della prima fase di attuazione della strategia nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere ed allo stalking.

Lo specifico progetto ha avuto inizio il 6 marzo 2017 da realizzare nei successivi 24 mesi, si prefigge di incrementare le tipologie di servizi offerti, il potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza, l’individuazione di adeguati interventi per il recupero dei soggetti responsabili di atti di violenza, il sostegno scolastico ed educativo per i minori ed il potenziamento delle case rifugio. Il continuo rafforzamento della protezione e salvaguardia delle vittime e dei loro figli minori vuole essere promossa attraverso interventi come l’incremento della sicurezza dei locali con il potenziamento dei centri di semi-autonomia, l’attivazione di un servizio di sorveglianza nelle case rifugio, l’attivazione di corsi di autodifesa personale, con  formazione sulle norme comportamentali per la propria sicurezza (piano di sicurezza) e per la propria incolumità fisica (finalizzate alla prevenzione degli incidenti domestici) e l’attivazione di un archivio dati informatizzato e criptato.

Progetto Regionale

“RICOMINCIO DA ME”

Autonomia abitativa, 

percorsi di uscita dalla violenza, 

sostegno verso una vita autonoma.

Beneficia di un contributo regionale di 38.700 euro il progetto presentato dall’Unione della Romagna Faentina, in partnership con l’Associaizone Sos Donna, all’Assessorato alle Pari Opportunità, Servizio Politiche Sociali e Socio Educative della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’avviso pubblico per la presentazione di progetti volti all’autonomia abitativa per le donne vittime di violenza.

Nella riprogettazione della propria vita, spesso lontana dalle reti amicali e parentali, occorre tener presente che le donne che vivono una relazione violenta devono ripartire da un punto zero, e che spesso la mancanza di autonomia finanziaria e abitativa sono deterrenti nel percorso di uscita da una situazione di violenza. Per questa ragione, nel nuovo progetto di vita che le operatrici del centro antiviolenza concordano con la donna, occorre rimettere a punto obiettivi a breve, medio e lungo termine, ricalibrando le tappe che man mano vengono raggiunte e ottimizzando le risorse, interne ed esterne che le donne possiedono. Obiettivo del progetto “Ricomincio da me”, iniziato a ottobre 2017 e che avrà termine alla fine del 2018, è quello di favorire il processo di autonomia abitativa delle donne che subiscono violenza e dei loro bambini e attivare le condizioni per favorire la loro inclusione sociale al termine del percorso di uscita dalla violenza, sostenendole nelle aree di maggiore criticità (sostegno a un percorso di inserimento o reinserimento lavorativo, accompagnamento nel reperire un alloggio sia sul libero mercato che attraverso le opportunità fornite dai servizi pubblici, erogazione di un contributo economico per sostenere l’avvio di una vita autonoma nel nuovo appartamento: arredi, utenze, affitto, ecc.).

Progetto Regionale

“RICOMINCIO DA QUI”

Ospitalità e protezione alle donne vittime di violenza;

sostegno alle donne nelle loro scelte;

sostegno per i piccoli ospiti; 

percorso verso l’autonomia.

Beneficia di un contributo regionale di 37.500 euro il progetto presentato dall’Unione della Romagna Faentina, in partnership con l’Associaizone Sos Donna, all’Assessorato alle Pari Opportunità, Servizio Politiche Sociali e Socio Educative della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati all’istituzione di nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio.

Considerato che le Case Rifugio gestite dal Centro Antiviolenza Sos Donna offrono un’ospitalità garantita fino ad un massimo di un anno e che le richieste sono in aumento, è emersa l’opportunità di ampliare l’offerta dei servizi esistenti sul territorio, con l’apertura di una nuova CASA RIFUGIO che avrà gli stessi obiettivi delle altre case di accoglienza ad indirizzo segreto gestite dalla nostra Associazione: fornire ospitalità e protezione alle donne vittime di violenza, sostenere le donne nelle loro scelte attivando insieme a loro i canali necessari per realizzare il loro progetto di uscita dalla violenza, offrire alle donne che vivono situazioni di violenza percorsi di sostegno alla genitorialità, implementare la rete con gli altri servizi e istituzioni preposti alla tutela dei minori, offrendo ai bambini ospiti nella casa rifugio, osservazione, sostegno psicologico e didattico educativo. Il progetto “Ricomincio da qui” ha avuto inizio il 1° settembre 2017 e terminerà alla fine del 2018, mira all’apertura di una nuova Casa Rifugio che a partire da marzo 2018 sarà messa in rete con le altre strutture gestite dall’Associazione SOS Donna per ottimizzare risorse e procedure già sperimentate: alle donne che subiscono violenza è fondamentale comunicare l’esistenza di un sistema integrato di professionalità, di strumenti e di servizi di cui potersi fidare. La nuova Casa Rifugio, ad indirizzo segreto, è dotata di 6 posti letto per un totale di circa 2 nuclei familiari. La struttura offre ospitalità a donne sole o con minori che si trovano in situazione di pericolo per l’incolumità psichica e/o fisica propria o dei minori; pertanto tutte le informazioni relative all’indirizzo e recapito sono segrete. Il servizio prevede il supporto di un adeguato sostegno professionale di tipo psico-sociale, orientato a definire un progetto che mira alla promozione di un nuovo percorso di vita, di autonomia e di inclusione sociale.

Qui un pò di informazioni.

 

PROGETTO  “L’unione fa la differenza”

Pari Opportunità,

rete di servizi,

fornire informazioni e sostegno,

sostegno ed aiuto alle donne

Il contributo richiesto da Sos Donna alla regione è di 66.960,00 euro, in partnership con Unione della Romagna Faentina, Unione della Bassa Romagna, Associazione Demetra Donne in Aiuto di Lugo, Cooperativa Sociale Ricercazione ARL di Ravenna e la Cooperativa Sociale Libra di Ravenna.

Lo specifico progetto prevede due azioni determinanti, una orientata al contrasto della violenza e l’altra all’educazione ed alla promozione di una cultura attenta alle differenze. Inoltre prevede anche delle azioni trasversali come il coordinamento, il monitoraggio e la valutazione del progetto stesso, tramite incontri periodici, un percorso di confronto ed approfondimento su problematiche di tipo metodologico e su alcuni temi emergenti riguardo alla violenza e per ultimo, ma non meno importante, la promozione e la diffusione sui territori di riferimento per una maggiore sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Il progetto contiene al suo interno la realizzazione di un programma integrato tra i centri antiviolenza Sos Donna e Demetra riguardo all’attività H24, confermando l’accordo con le Forze dell’Ordine e il Pronto Soccorso e attivando delle formazioni alle operatrici di riferimento con supervisione di una psicoterapeuta di riferimento.

PROGETTO PHILIP MORRIS

Sportello di accompagnamento al lavoro

Il contributo per avviare questo progetto è di 18.000 euro, in partnership con Philip Morris. Le conseguenze della violenza sulle donne sono devastanti anche sotto il profilo lavorativo: si pensi alle assenze dopo episodi di forte violenza fisica, agli stati di ansia, di tensione e depressione che incidono sulle prestazioni lavorative, alle attive interferenze dell’uomo violento sul lavoro della donna che può determinare la perdita o il divieto di lavoro stesso.

Obiettivo del progetto è quello di potenziare il servizio di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo delle donne oggetto di violenza che si rivolgono al Centro antiviolenza. In particolare si intende prevenire e contrastare gli effetti deleteri della violenza, attraverso percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa, aumentando qualitativamente e quantitativamente le opportunità di inserimento socio-lavorativo delle donne vittime di violenza, anche attraverso canali di collaborazione con gli enti, le istituzioni e le aziende dei vari territori.

Per il raggiungimento di questo obiettivo sono state progettate una serie di azioni, che risultano sequenziali dal punto di vista “logico”: a partire dalle attività di presa in carico e accoglienza le operatrici delle Associazioni che svolgono un lavoro essenziale di analisi, verifica e supporto all’inserimento lavorativo, si andranno a selezionare delle donne che presentano caratteristiche di maggiore fragilità e vulnerabilità sia sul versante della consapevolezza delle proprie capacità sia su quello della motivazione e si costruiranno dei gruppi che avranno accesso alle azioni formative e corsi di empowerment, a progetti di tirocinio e a percorsi finalizzati al conseguimento della patente di guida. Le attività previste da questo progetto sono molteplici: dai servizi di sportello lavoro (orientamento, consulenza e sostegno), ai corsi di formazione, i laboratori motivazionali, i tirocini di mediazione all’occupazione, il conseguimento della patente di guida, attività di baby-sitting e mediazione culturale. A sostegno di questa azione è stato stipulato, a novembre 2014, il Protocollo con Legacoop Romagna che ha, tra gli obiettivi, quello di farsi promotore all’interno delle cooperative associate, di percorsi di inserimento lavorativo che possano supportare la costruzione di una rete che agevoli la realizzazione di alcune delle azioni di sostegno relative al mercato del lavoro per le donne detenute o che hanno subito violenza.

10 donne maltrattate hanno trovato un impiego grazie allo sportello di accompagnamento finanziato da Philip Morris“: leggi l’articolo che presenta i risultati del progetto

Per maggiori informazioni consultate il depliant

PROGETTO POWER 

Percorsi di Orientamento ed empoWerment per le donnE dei centRiantiviolenza

Il progetto Power è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna tramite il Bando rivolto alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni ed alla violenza di genere e si svolge nell’annualità 2016 – 2017. Il progetto ha come capofila il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna e coinvolge undici dei quattordici centri che ne fanno parte, tra cui Sos Donna. POWER è finalizzato a garantire e potenziare un contesto di orientamento professionale attento alle richieste e alle necessità delle donne vittime di violenza ponendosi i seguenti obiettivi: promuovere e facilitare le occasioni di formazione, apprendimento e di inserimento lavorativo delle donne che hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica, costrizione economica; mantenere ed implementare sinergie e reti informali e formali con i servizi del territorio sul tema della violenza alle donne nell’ottica della domanda/offerta di lavoro. Il modo del lavoro è il contesto in cui le donne che sono uscite da un percorso di violenza possono trovare il loro luogo di riscatto, costruendo autonomia economica, professionale e rete sociale che permettano loro di non ritornare insieme a chi ha manifestato comportamenti violenti nei loro confronti. Costruire un’identità di donna-lavoratrice attraverso percorsi di orientamento e avvicinamento al lavoro significa anche contribuire a:  riaffacciarsi ad un mondo extra-domestico ed uscire dall’isolamento che la violenza ha creato; rafforzare e modificare aree identitarie intaccate e indebolite dalla violenza.

 

PROGETTO DPO

potenziamento di sostegno alla genitorialità,
alfabetizzazione informatica e linguistica,
babysitting e sostegno didattico per i minori,
servizio di emergenza su 24 ore
Beneficia di un contributo ministeriale di 180mila euro il progetto presentato da Sos Donna, in partnership con il Comune di Faenza, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della prima fase di attuazione della strategia nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere ed allo stalking.

Al bando potevano concorrere, singolarmente o in forma associata, organizzazioni di volontariato,  cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, onlus, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, Asp ed enti locali. Faenza ha scelto di creare un’Ats, ossia un’associazione temporanea di scopo tra il Centro antiviolenza ed il Comune, indicando come capofila proprio Sos Donna, per concorrere nell’ambito della Linea 1 per l’ampliamento dei servizi offerti sull’intero comprensorio (sei comuni, oltre 88mila abitanti). Nello specifico il progetto, al via da settembre 2012 e da realizzare nei successivi 24 mesi, si prefigge di incrementare le tipologie di servizi offerti, nello specifico attraverso l’attivazione o il potenziamento di  gruppi di sostegno alla genitorialità (sia per donne ospitate nelle case rifugio, sia per quelle che svolgono un percorso per uscire dal ciclo della violenza),  di consulenze psicologiche per le donne e i loro bambini, di corsi di alfabetizzazione informatica e/o linguistica, di servizi di babysitting e sostegno didattico per i minori in età scolare ospiti delle case rifugio o delle donne accolte ed infine di attivazione del servizio di emergenza su 24 ore in collaborazione con Forze dell’Ordine e Pronto Soccorso.

Il rafforzamento della protezione e salvaguardia delle vittime e dei loro figli minori vuole essere promossa attraverso interventi come l’incremento della sicurezza dei locali in cui vengono svolti i colloqui (porta blindata e videocitofono), l’attivazione di un servizio di sorveglianza nelle case rifugio, l’attivazione di corsi di autodifesa personale, con  formazione sulle norme comportamentali per la propria sicurezza (piano di sicurezza) e per la propria incolumità fisica (finalizzate alla prevenzione degli incidenti domestici) e l’attivazione di un archivio dati informatizzato e criptato.

Leggi la relazione 2013 dopo un anno di attività

Leggi la relazione finale

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GRUPPO AUTO – MUTUO AIUTO

Ama-Ti!” Imparare a prendersi cura di sé: è il nuovo progetto di Sos Donna per l’universo femminile, un gruppo di confronto libero e gratuito per tutte le donne che vogliono conoscersi meglio ed entrare in contatto con le proprie emozioni. Il gruppo si basa su confronto e condivisione di esperienze tra donne, per imparare a riconoscere e prestare attenzione ai propri bisogni, uscendo da una logica di dipendenza affettiva nei vari ambiti della vita.

Guidate dalla volontaria di Sos Donna Paola Tampieri, le donne di “Ama-ti!” si incontrano presso la sede dell’associazione in via Laderchi 3 a Faenza. Gli incontri si svolgevano ogni due settimane, nella serata di lunedì dalle 20.30 alle 22. (progetto attualmente sospeso)

PROGETTO “PRIMA LE DONNE E I BAMBINI”

differenze di genere,
rispetto, legalità, non violenza
Contrasto al degrado sociale e alla devianza giovanile

Prima le donne e i bambimi è un progetto promosso dal Comune di Faenza per intervenire con iniziative indirizzate al mondo della scuola per introdurre nei meccanismi di trasmissione culturale elementi legati alla differenze di genere, al rispetto, alla legalità e alla non violenza.

In particolare si intende rivolgere l’attenzione a tali tematiche legate alla sicurezza urbana e non, in considerazione della funzione prioritaria dei processi educativi, di istruzione e di formazione nella creazione della cultura di genere.
Gli ambienti scolastici si pongono come luoghi specificatamente deputati all’assunzione di modelli comportamentali culturalmente e socialmente connotati e sono gli scenari all’interno dei quali si formano gli individui che saranno gli artefici del nostro futuro.

 

Importante quindi la valorizzazione delle differenze di genere e di una cultura improntata al rispetto, alla non violenza ed alla legalità in una dimensione sempre più attenta alle necessità del territorio, dei giovani e della scuola in un’ottica di bene comune spendibile in favore dell’intera collettività.

 

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« USCITA DI SICUREZZA»

2010-2012

Con il progetto “Uscita di sicurezza” Sos Donna ha voluto dare risposta alla domanda di protezione, sostegno e supporto alle donne che hanno subito o subiscono violenza e ai loro bambini, per cercare una “via di fuga” da una situazione di violenza e fornire strumenti preventivi per riconoscere la violenza di genere e combatterla. Anche questo progetto è stato finanziato in parte dalla Regione Emilia-Romagna Servizio Politiche per la sicurezza e la Polizia locale nell’ambito del bando dei Contributi alla sicurezza urbana 2010.
Si è partiti da un’indagine su un campione di ragazze/i (14-18 anni) faentini sulla percezione del fenomeno della violenza intra ed extra domestica: il report è poi stato presentato su supporto digitale e cartaceo e diffuso tramite distribuzione, mailing, sito web e social network. Sempre gli studenti sono stati protagonisti degli interventi psico-educazionali nelle scuole superiori per fornire informazioni su come denunciare  molestie e maltrattamenti, nonché sulle strategie di difesa e di riconoscimento del fenomeno. Brainstorming ed interventi psico-educazionali agli studenti di terza media hanno infine gettato le basi sull’educazione alla differenza di genere come forma di prevenzione dei fenomeni di violenza.

Per coordinare al meglio i soggetti coinvolti nel delicato processo di accoglienza e tutela delle vittime è stato attivato un Tavolo di Coordinamento di Rete (composto dagli Assessori alle Pari Opportunità di Faenza e dei comuni del Comprensorio, dalla Consigliera di Parità della provincia di Ravenna e dall’Associazione Sos Donna) previsto dal Protocollo d’Intesa per la promozione di strategie condivise, mentre in sinergia con Pronto Soccorso e Forze dell’Ordine è stato curato il progetto di fattibilità  “Un posto sicuro”, per garantire tutela e riservatezza alle donne vittime di violenza ed ai loro bambini qualora, in orari serali e notturni, si rivolgano alle Forze dell’Ordine ed al Pronto Soccorso. Infine, sempre di concerto con la Polizia Municipale, è stato realizzato il depliant di indicazioni sul “Piano della sicurezza”, con numeri utili del comune e del comprensorio faentino, strategie e suggerimenti per la messa in sicurezza delle donne che subiscono violenza con i loro bambini

Relazione finale Uscita di sicurezza

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«STOP STALKING»

2010-2012

Il progetto “Stop Stalking”, finanziato in parte dalla Regione Emilia-Romagna Servizio Politiche per la sicurezza e la Polizia locale nell’ambito del bando dei Contributi alla sicurezza urbana 2009,  ha permesso di realizzare una serie di azioni in collaborazione con Polizia Municipale, circoscrizioni faentine e Comuni del comprensorio, per accrescere nella popolazione la consapevolezza di quanto sia diffuso il fenomeno della violenza di genere anche in questo territorio, per far conoscere la ancora “nuova” legge  sullo stalking e diffondere buone norme di comportamento per la tutela della propria sicurezza.

Dopo il lancio sui media locali, l’attività di informazione è proseguita con incontri pubblici ed un seminario a tema. Durante il convegno “Stop stalking!” dell’8 ottobre 2010 si è potuto focalizzare meglio il tema, affrontando il fenomeno dello stalking  sotto i diversi aspetti psichiatrico-forensi e medico-legali, dando voce anche all’esperienza di alcuni centri italiani che da anni si occupano del fenomeno. Più diretti alla popolazione sono invece stati gli incontri nelle sedi di quartiere su violenza domestica e stalking, dove si è posto l’accento anche sulle buone pratiche per la sicurezza personale, così come alla quattordicesima edizione del corso di autodifesa proposto dall’associazione, che nell’edizione 2011 ha offerto anche un momento di approfondimento ad hoc proprio sullo stalking.

Era invece dedicato agli studenti dell’istituto grafico-pubblicitario il bando di concorso per la realizzazione dei materiali illustrativi per la Campagna contro lo stalking, che ha poi portato alla relativa premiazione ed alla mostra degli elaborati prodotti nel mese di aprile 2011. Fondamentale infine la stretta collaborazione con la Polizia Municipale, con formazione di base ai nuovi agenti sui temi della violenza di genere e sulla violenza domestica e proseguimento nel percorso di condivisione di buone prassi operative, già avviato in un precedente progetto formativo destinato alle forze dell’ordine (Progetto FFOCAVD).

Relazione finale Stop Stalking