I progetti già conclusi

 

PROGETTO  “L’unione fa la differenza”

Pari Opportunità,

rete di servizi,

fornire informazioni e sostegno,

sostegno ed aiuto alle donne

Il contributo richiesto da Sos Donna alla regione è di 66.960,00 euro, in partnership con Unione della Romagna Faentina, Unione della Bassa Romagna, Associazione Demetra Donne in Aiuto di Lugo, Cooperativa Sociale Ricercazione ARL di Ravenna e la Cooperativa Sociale Libra di Ravenna.

Lo specifico progetto prevede due azioni determinanti, una orientata al contrasto della violenza e l’altra all’educazione ed alla promozione di una cultura attenta alle differenze. Inoltre prevede anche delle azioni trasversali come il coordinamento, il monitoraggio e la valutazione del progetto stesso, tramite incontri periodici, un percorso di confronto ed approfondimento su problematiche di tipo metodologico e su alcuni temi emergenti riguardo alla violenza e per ultimo, ma non meno importante, la promozione e la diffusione sui territori di riferimento per una maggiore sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Il progetto contiene al suo interno la realizzazione di un programma integrato tra i centri antiviolenza Sos Donna e Demetra riguardo all’attività H24, confermando l’accordo con le Forze dell’Ordine e il Pronto Soccorso e attivando delle formazioni alle operatrici di riferimento con supervisione di una psicoterapeuta di riferimento.

PROGETTO PHILIP MORRIS

Sportello di accompagnamento al lavoro

Il contributo per avviare questo progetto è di 18.000 euro, in partnership con Philip Morris. Le conseguenze della violenza sulle donne sono devastanti anche sotto il profilo lavorativo: si pensi alle assenze dopo episodi di forte violenza fisica, agli stati di ansia, di tensione e depressione che incidono sulle prestazioni lavorative, alle attive interferenze dell’uomo violento sul lavoro della donna che può determinare la perdita o il divieto di lavoro stesso.

Obiettivo del progetto è quello di potenziare il servizio di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo delle donne oggetto di violenza che si rivolgono al Centro antiviolenza. In particolare si intende prevenire e contrastare gli effetti deleteri della violenza, attraverso percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa, aumentando qualitativamente e quantitativamente le opportunità di inserimento socio-lavorativo delle donne vittime di violenza, anche attraverso canali di collaborazione con gli enti, le istituzioni e le aziende dei vari territori.

Per il raggiungimento di questo obiettivo sono state progettate una serie di azioni, che risultano sequenziali dal punto di vista “logico”: a partire dalle attività di presa in carico e accoglienza le operatrici delle Associazioni che svolgono un lavoro essenziale di analisi, verifica e supporto all’inserimento lavorativo, si andranno a selezionare delle donne che presentano caratteristiche di maggiore fragilità e vulnerabilità sia sul versante della consapevolezza delle proprie capacità sia su quello della motivazione e si costruiranno dei gruppi che avranno accesso alle azioni formative e corsi di empowerment, a progetti di tirocinio e a percorsi finalizzati al conseguimento della patente di guida. Le attività previste da questo progetto sono molteplici: dai servizi di sportello lavoro (orientamento, consulenza e sostegno), ai corsi di formazione, i laboratori motivazionali, i tirocini di mediazione all’occupazione, il conseguimento della patente di guida, attività di baby-sitting e mediazione culturale. A sostegno di questa azione è stato stipulato, a novembre 2014, il Protocollo con Legacoop Romagna che ha, tra gli obiettivi, quello di farsi promotore all’interno delle cooperative associate, di percorsi di inserimento lavorativo che possano supportare la costruzione di una rete che agevoli la realizzazione di alcune delle azioni di sostegno relative al mercato del lavoro per le donne detenute o che hanno subito violenza.

10 donne maltrattate hanno trovato un impiego grazie allo sportello di accompagnamento finanziato da Philip Morris“: leggi l’articolo che presenta i risultati del progetto

Per maggiori informazioni consultate il depliant

PROGETTO POWER 

Percorsi di Orientamento ed empoWerment per le donnE dei centRiantiviolenza

Il progetto Power è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna tramite il Bando rivolto alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni ed alla violenza di genere e si svolge nell’annualità 2016 – 2017. Il progetto ha come capofila il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna e coinvolge undici dei quattordici centri che ne fanno parte, tra cui Sos Donna. POWER è finalizzato a garantire e potenziare un contesto di orientamento professionale attento alle richieste e alle necessità delle donne vittime di violenza ponendosi i seguenti obiettivi: promuovere e facilitare le occasioni di formazione, apprendimento e di inserimento lavorativo delle donne che hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica, costrizione economica; mantenere ed implementare sinergie e reti informali e formali con i servizi del territorio sul tema della violenza alle donne nell’ottica della domanda/offerta di lavoro. Il modo del lavoro è il contesto in cui le donne che sono uscite da un percorso di violenza possono trovare il loro luogo di riscatto, costruendo autonomia economica, professionale e rete sociale che permettano loro di non ritornare insieme a chi ha manifestato comportamenti violenti nei loro confronti. Costruire un’identità di donna-lavoratrice attraverso percorsi di orientamento e avvicinamento al lavoro significa anche contribuire a:  riaffacciarsi ad un mondo extra-domestico ed uscire dall’isolamento che la violenza ha creato; rafforzare e modificare aree identitarie intaccate e indebolite dalla violenza.

 

PROGETTO DPO

potenziamento di sostegno alla genitorialità,
alfabetizzazione informatica e linguistica,
babysitting e sostegno didattico per i minori,
servizio di emergenza su 24 ore
Beneficia di un contributo ministeriale di 180mila euro il progetto presentato da Sos Donna, in partnership con il Comune di Faenza, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della prima fase di attuazione della strategia nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere ed allo stalking.

Al bando potevano concorrere, singolarmente o in forma associata, organizzazioni di volontariato,  cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, onlus, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, Asp ed enti locali. Faenza ha scelto di creare un’Ats, ossia un’associazione temporanea di scopo tra il Centro antiviolenza ed il Comune, indicando come capofila proprio Sos Donna, per concorrere nell’ambito della Linea 1 per l’ampliamento dei servizi offerti sull’intero comprensorio (sei comuni, oltre 88mila abitanti). Nello specifico il progetto, al via da settembre 2012 e da realizzare nei successivi 24 mesi, si prefigge di incrementare le tipologie di servizi offerti, nello specifico attraverso l’attivazione o il potenziamento di  gruppi di sostegno alla genitorialità (sia per donne ospitate nelle case rifugio, sia per quelle che svolgono un percorso per uscire dal ciclo della violenza),  di consulenze psicologiche per le donne e i loro bambini, di corsi di alfabetizzazione informatica e/o linguistica, di servizi di babysitting e sostegno didattico per i minori in età scolare ospiti delle case rifugio o delle donne accolte ed infine di attivazione del servizio di emergenza su 24 ore in collaborazione con Forze dell’Ordine e Pronto Soccorso.

Il rafforzamento della protezione e salvaguardia delle vittime e dei loro figli minori vuole essere promossa attraverso interventi come l’incremento della sicurezza dei locali in cui vengono svolti i colloqui (porta blindata e videocitofono), l’attivazione di un servizio di sorveglianza nelle case rifugio, l’attivazione di corsi di autodifesa personale, con  formazione sulle norme comportamentali per la propria sicurezza (piano di sicurezza) e per la propria incolumità fisica (finalizzate alla prevenzione degli incidenti domestici) e l’attivazione di un archivio dati informatizzato e criptato.

Leggi la relazione 2013 dopo un anno di attività

Leggi la relazione finale

__________________________________________________________________________________________


PROGETTO “PRIMA LE DONNE E I BAMBINI”

differenze di genere,
rispetto, legalità, non violenza
Contrasto al degrado sociale e alla devianza giovanile

Prima le donne e i bambimi è un progetto promosso dal Comune di Faenza per intervenire con iniziative indirizzate al mondo della scuola per introdurre nei meccanismi di trasmissione culturale elementi legati alla differenze di genere, al rispetto, alla legalità e alla non violenza.

In particolare si intende rivolgere l’attenzione a tali tematiche legate alla sicurezza urbana e non, in considerazione della funzione prioritaria dei processi educativi, di istruzione e di formazione nella creazione della cultura di genere.
Gli ambienti scolastici si pongono come luoghi specificatamente deputati all’assunzione di modelli comportamentali culturalmente e socialmente connotati e sono gli scenari all’interno dei quali si formano gli individui che saranno gli artefici del nostro futuro.

 

Importante quindi la valorizzazione delle differenze di genere e di una cultura improntata al rispetto, alla non violenza ed alla legalità in una dimensione sempre più attenta alle necessità del territorio, dei giovani e della scuola in un’ottica di bene comune spendibile in favore dell’intera collettività.

 

__________________________________________________________________________________________ 

 

« USCITA DI SICUREZZA»

2010-2012

Con il progetto “Uscita di sicurezza” Sos Donna ha voluto dare risposta alla domanda di protezione, sostegno e supporto alle donne che hanno subito o subiscono violenza e ai loro bambini, per cercare una “via di fuga” da una situazione di violenza e fornire strumenti preventivi per riconoscere la violenza di genere e combatterla. Anche questo progetto è stato finanziato in parte dalla Regione Emilia-Romagna Servizio Politiche per la sicurezza e la Polizia locale nell’ambito del bando dei Contributi alla sicurezza urbana 2010.
Si è partiti da un’indagine su un campione di ragazze/i (14-18 anni) faentini sulla percezione del fenomeno della violenza intra ed extra domestica: il report è poi stato presentato su supporto digitale e cartaceo e diffuso tramite distribuzione, mailing, sito web e social network. Sempre gli studenti sono stati protagonisti degli interventi psico-educazionali nelle scuole superiori per fornire informazioni su come denunciare  molestie e maltrattamenti, nonché sulle strategie di difesa e di riconoscimento del fenomeno. Brainstorming ed interventi psico-educazionali agli studenti di terza media hanno infine gettato le basi sull’educazione alla differenza di genere come forma di prevenzione dei fenomeni di violenza.

Per coordinare al meglio i soggetti coinvolti nel delicato processo di accoglienza e tutela delle vittime è stato attivato un Tavolo di Coordinamento di Rete (composto dagli Assessori alle Pari Opportunità di Faenza e dei comuni del Comprensorio, dalla Consigliera di Parità della provincia di Ravenna e dall’Associazione Sos Donna) previsto dal Protocollo d’Intesa per la promozione di strategie condivise, mentre in sinergia con Pronto Soccorso e Forze dell’Ordine è stato curato il progetto di fattibilità  “Un posto sicuro”, per garantire tutela e riservatezza alle donne vittime di violenza ed ai loro bambini qualora, in orari serali e notturni, si rivolgano alle Forze dell’Ordine ed al Pronto Soccorso. Infine, sempre di concerto con la Polizia Municipale, è stato realizzato il depliant di indicazioni sul “Piano della sicurezza”, con numeri utili del comune e del comprensorio faentino, strategie e suggerimenti per la messa in sicurezza delle donne che subiscono violenza con i loro bambini

Relazione finale Uscita di sicurezza

__________________________________________________________________________________________


«STOP STALKING»

2010-2012

Il progetto “Stop Stalking”, finanziato in parte dalla Regione Emilia-Romagna Servizio Politiche per la sicurezza e la Polizia locale nell’ambito del bando dei Contributi alla sicurezza urbana 2009,  ha permesso di realizzare una serie di azioni in collaborazione con Polizia Municipale, circoscrizioni faentine e Comuni del comprensorio, per accrescere nella popolazione la consapevolezza di quanto sia diffuso il fenomeno della violenza di genere anche in questo territorio, per far conoscere la ancora “nuova” legge  sullo stalking e diffondere buone norme di comportamento per la tutela della propria sicurezza.

Dopo il lancio sui media locali, l’attività di informazione è proseguita con incontri pubblici ed un seminario a tema. Durante il convegno “Stop stalking!” dell’8 ottobre 2010 si è potuto focalizzare meglio il tema, affrontando il fenomeno dello stalking  sotto i diversi aspetti psichiatrico-forensi e medico-legali, dando voce anche all’esperienza di alcuni centri italiani che da anni si occupano del fenomeno. Più diretti alla popolazione sono invece stati gli incontri nelle sedi di quartiere su violenza domestica e stalking, dove si è posto l’accento anche sulle buone pratiche per la sicurezza personale, così come alla quattordicesima edizione del corso di autodifesa proposto dall’associazione, che nell’edizione 2011 ha offerto anche un momento di approfondimento ad hoc proprio sullo stalking.

Era invece dedicato agli studenti dell’istituto grafico-pubblicitario il bando di concorso per la realizzazione dei materiali illustrativi per la Campagna contro lo stalking, che ha poi portato alla relativa premiazione ed alla mostra degli elaborati prodotti nel mese di aprile 2011. Fondamentale infine la stretta collaborazione con la Polizia Municipale, con formazione di base ai nuovi agenti sui temi della violenza di genere e sulla violenza domestica e proseguimento nel percorso di condivisione di buone prassi operative, già avviato in un precedente progetto formativo destinato alle forze dell’ordine (Progetto FFOCAVD).

Relazione finale Stop Stalking