I nostri progetti in corso

PROGETTO REGIONALE

“Parità nella Differenza”

Promuovere il tema della parità uomo-donna e le pari opportunità

prevenire e contrastare i fenomeni di emarginazione sociale,

di discriminazione e violenza sulle donne,

in particolare ai danni delle donne straniere migranti

 Progetto promosso dall’Associazione SOS Donna, con l’obiettivo di proseguire e sviluppare le attività già avviate con progetti precedenti, nell’ottica di consolidare l’integrazione dei servizi offerti, affiancandola alle necessità che emergono su un territorio vasto e non omogeneo, grazie alla collaborazione e condivisione d’intenti di vari partners diversamente attivi sul territorio, quali l’Unione della Romagna Faentina e i 6 comuni che ne fanno parte (Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo), l’Associazione Fatti d’Arte, l’Associazione Sportiva “Gioca lo Sport Senza Frontiere”, l’Associazione Teatro del Drago, la Cooperativa Libra-Servizio Muoviti (Mai più uomini maltrattanti), Cooperativa Sociale Teranga, CEFAL Emilia-Romagna Soc. Cooperativa, MIC Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche, MeTra-Centro di Studi Interdisciplinari sulla Mediazione e la Traduzione presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna, Accademia Perduta/Romagna Teatri Soc. Coop., Associazione Culturale Cine Club Il Raggio Verde, Associazione Sociale Un Secco No, Cinema Europa. 

Il progetto propone una serie di attività che mirano nel loro insieme a generare una maggiore consapevolezza e nel tempo promuovere un cambiamento e rinnovamento culturale che diventa azione di contrasto alla violenza alle donne. Le attività previste pertanto vanno dalla realizzazione di percorsi formativi per i ragazzi e le ragazze ed i loro docenti delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado dell’URF realizzati dall’Associazione SOS Donna, Teatro del Drago e Coop Libra-Servizio Muoviti, ad attività pensate per addette ed addetti alla presa in carico di donne vittima di violenza, per una miglior efficacia e coordinamento delle attività di accoglienza, prevenzione, sensibilizzazione ed emergenza, a percorsi di rafforzamento per le donne stesse in carico ad Associazione SOS Donna e Servizi Sociali dell’URF fino ad eventi e iniziative culturali che coinvolgono tutta la cittadinanza a cura di vari partners.

PROGETTO REGIONALE

“Un circuito virtuoso per conciliare vita e lavoro”

Unione della Romagna Faentina

Il progetto è promosso dall’Unione della Romagna Faentina e vede l’Associazione SOS Donna come partner nella realizzazione delle attività previste, insieme a numerosi altri attori del privato sociale ed aziende del territorio. L’obiettivo è quello di promuovere un modello sociale, economico e culturale che renda maggiormente conciliabili la sfera lavorativa e quella familiare, in particolare per le donne che vivono una condizione di particolare fragilità sociale, e quelle che hanno subito violenza, sole e/o con minori a carico. Verranno realizzate attività generatrici di reddito ed attività che possano essere concreto strumento di facilitazione nella gestione dei tempi di vita e lavoro per donne in difficoltà, promuovendo un “welfare di comunità“, il “work-live balance” e la condivisione delle responsabilità di cura. Si cercherà di promuovere l’uscita dalla condizione di solitudine che molte donne vivono, creando un luogo dove esse possano avere l’opportunità di instaurare relazioni di fiducia e mutuo aiuto.

Altro obiettivo del progetto è quello di incrementare la fiducia in sé stesse e l’autostima delle donne che vivono situazioni di particolare vulnerabilità e fragilità economica o sociale, attraverso la realizzazione di attività orientate a rafforzare le capacità di utilizzare le proprie risorse interiori per affacciarsi nel mondo del lavoro; percorsi di inclusione sociale, sia formativa che lavorativa, per donne lavoratrici volte ad incrementare l’attenzione rispetto alle loro esigenze.

L’Associazione SOS Donna realizzerà nello specifico un percorso di empowerment preparatorio all’inserimento lavorativo, in favore di donne vittime di violenza e/o donne sole con minori a carico, individuate dal Servizio Minori dell’Unione della Romagna Faentina e/o dal Servizio Fe.n.ice – Centro Antiviolenza di Faenza.  Tale formazione sarà finalizzata alla creazione di un gruppo di donne che potranno poi partecipare ad un corso di formazione specifica di base mirato all’accudimento di bambini (dai 3 agli 11 anni), organizzato dalla Cooperativa Zerocento, con la prospettiva di creare un servizio conciliativo, gestito da alcune tra le donne che avranno seguito con successo tutto il percorso formativo. Sempre nell’ambito della conciliazione vita quotidiana e lavoro, l‘Associazione SOS Donna, come Servizio Fe.n.ice, gestirà un servizio conciliativo reso attraverso la messa a disposizione di una lista di donne adeguatamente formate che possano svolgere l’attività su richiesta, a domicilio o fuori del domicilio. Si prevedono attività di cura e accudimento “familiare” e/o accompagnamento per esempio per disbrigo di pratiche; supporto generale alla vita familiare, rispondendo quindi al bisogno che le donne hanno quando i bambini si ammalano e non possono frequentare la scuola oppure quando i turni di lavoro delle donne prevedono orari di difficile gestione familiare, le cui esigenze non possono essere soddisfatte presso strutture esterne. Infine, psicologhe esperte che collaborano con l’Associazione SOS Donna realizzeranno un percorso formativo specifico sulla violenza di genere, rivolto alle Cooperative Sociali facenti parte del Tavolo dei soggetti Cooperatori in ambito sociale ed alle aziende partner del progetto.

PROGETTO

“Un lavoro per ricominciare”

sostenuto con i fondi dell’Otto per mille della Chiesa Valdese 

Il progetto prevede lo sviluppo e l’implementazione delle attività dello Sportello di Accompagnamento ed Orientamento al Lavoro rivolto a donne vittime di violenza, già attivo dal 2006 presso l’Associazione SOS Donna di Faenza e che vede di anno in anno crescere il numero delle donne che vi si rivolgono, per uscire da quella condizione di subordinazione, isolamento e perdita di autostima, generate dalla violenza economica da loro subita. Tramite questo progetto le attività inizialmente svolte sul territorio di Faenza (contatti diretti con il Centro per l’Impiego, con i sindacati, invio ai servizi del territorio, aiuto nella stesura del curriculum vitae, contatti con le imprese e colloqui personalizzati), verranno ampliate anche allo Sportello di Ascolto di Riolo Terme per offrire maggiori opportunità alle donne dell’intero territorio dell’Unione della Romagna Faentina.
Lo sportello lavoro è un luogo prezioso dove le operatrici possono accompagnare le donne nel ripercorrere la propria storia e dare valore alle proprie competenze. Le azioni previste all’interno del progetto riguardano attività di coordinamento e monitoraggio attraverso un lavoro di rete con il territorio per fornire alle donne maggiori possibilità d’inserimento nel mondo lavorativo; la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione sul territorio per informare sull’esistenza ed i servizi connessi allo Sportello di Accompagnamento ed Orientamento al lavoro; attivazione di percorsi di orientamento, consulenza e sostegno nella ricerca del lavoro rivolto a donne che si rivolgono al centro antiviolenza; infine progetti per il conseguimento della patente di guida a favore di n.2 donne che stanno effettuando un percorso di uscita dalla violenza e sono in carico allo Sportello Lavoro.

PROGETTO

“Libere di essere.

Informazione e comunicazione contro la violenza di genere”

in collaborazione con D.i.Re Donne in Rete contro la violenza

L’Associazione SOS Donna, grazie all’esperienza maturata in quasi 18 anni di progetti di formazione e prevenzione all’interno delle Scuole di ogni ordine e grado del territorio, è stata scelta come unico Centro Antiviolenza nella Regione Emilia-Romagna per aderire al progetto nazionale Libere di essere – informazione e comunicazione contro la violenza di genere, finanziato dall’Associazione D.i.Re e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità a valere sull’Avviso Pubblico per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istanbul.

Nello specifico, l’Associazione SOS Donna, insieme ad altri Centri Antiviolenza aderenti alla rete D.i.Re su tutto il territorio nazionale, ha collaborato nella realizzazione di quella parte di Progetto che riguarda la formazione nelle scuole. In particolare, si sono perseguiti i seguenti obiettivi:

– creare una comunità educante impegnata nel contrasto alla violenza contro le donne e le giovani donne per attuare un vero e profondo cambiamento culturale al fine di eradicare la violenza basata sul genere;

– mettere a punto strumenti di prevenzione e contrasto da utilizzare negli interventi rivolti ai e alle più piccoli/e (fascia età materna e primaria) e alle loro famiglie;

– sviluppare consapevolezza sociale della non neutralità della cultura e della presenza di stereotipi;

– aumentare la conoscenza per il personale scolastico su metodi e strumenti per rendere i percorsi educativi fondati sulla comprensione e la valorizzazione della differenza fra i sessi;

Le misure di prevenzione primaria hanno un ruolo essenziale nella lotta contro la violenza di genere, abbiamo scelto di agire in primo luogo nelle scuole e nei centri di istruzione/educazione in quanto componente fondamentale della vita dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze e uno dei principali contesti in cui si svolge la socializzazione di genere ed in cui si creano, si mantengono e si trasmettono comportamenti ed atteggiamenti stereotipati. Il progetto mira a sperimentare alcune azioni volte ad aumentare la consapevolezza da parte degli operatori e dalle operatrici che quotidianamente sono in contatto con bambini e bambine della fascia di età 4- 7 anni.

L’Associazione SOS Donna ha collaborato per quest’esperienza pilota ed innovativa con l’Istituto Faenza “San Rocco” ed in particolare con una classe II della Primaria “Martiri di Cefalonia” ed una classe del terzo anno della Scuola dell’Infanzia “Stella Polare”. Innanzitutto, le esperte dell’Associazione hanno tenuto un seminario di formazione sulla violenza di genere, aperto a tutti ed a tutte le docenti della Scuola, oltre che al personale ATA. A seguire, sono stati realizzati 5 laboratori formativi con le insegnanti della Scuola Primaria e dell’Infanzia (fascia d’età 4-7 anni), durante i quali si sono approfonditi i temi della prevenzione e si sono analizzati e discussi i materiali di formazione, consistenti principalmente in alcuni brevi video-stimoli sul tema del potere, approntando piani educativi ad hoc per ogni classe. Il tema del potere è stato infatti scelto per veicolare i messaggi relativi alla violenza di genere. E’ quindi seguita una fase di sperimentazione in classe con bambini/e insieme alle docenti ed alle esperte del Centro Antiviolenza. Infine, docenti e psicologhe dell’Ass SOS Donna hanno collaborato nella fase di restituzione del Progetto e si sono proposte per la partecipazione al Festival di chiusura di Libere di Essere, che si terrà a Roma entro la fine del 2020.

“Per tutti questi poteri ci vuole un grande coraggio, ma poi sei libera”- Bambina, classe II Scuola Primaria 

 

PROGETTO REGIONALE

“Donne e lavoro: InFormAzione contro la violenza”

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Questo Progetto è stato presentato dal Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna e vede la partecipazione attiva come partners di 9 Centri Antiviolenza della rete regionale, tra cui  l’Associazione SOS Donna.
Un primo obiettivo del Progetto è quello di promuovere in ogni singolo territorio un confronto sulle tematiche dell’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza di genere ed implementare sinergie con le/i referenti di aziende, cooperative del territorio in grado di predisporre canali privilegiati di inserimento lavorativo e diventare sedi di esperienze formative significative, mirate al rafforzamento di abilità e competenze. Tale percorso formativo si realizzerà tramite la ricerca attiva di uno o più partners aziendali o del mondo delle cooperative sociali nei diversi territori, che abbiano la disponibilità ad avvicinarsi ai temi della differenza e violenza di genere. E’ prevista l’individuazione all’interno dell’azienda di una/o o più referenti delle risorse umane che diventino interlocutrice/ore privilegiata/o per le tematiche di genere, da coinvolgere direttamente nel percorso formativo. La formazione è reciproca e risponde al bisogno di favorire la conoscenza mutua fra realtà differenti e che probabilmente hanno un’ottica diversa rispetto al tema donne-lavoro.
Inoltre, da più di dieci anni le operatrici dei Centri Antiviolenza del Coordinamento sono responsabili della gestione di Sportelli di Orientamento e Accompagnamento al Lavoro su tutto il territorio regionale. A partire da questa esperienza, intento della progettualità in questione è arricchire e potenziare il percorso di alcune delle donne presso gli Sportelli Lavoro, ampliandone maggiormente l’offerta. Si realizzeranno, nello specifico, laboratori di empowerment rivolti alle donne, incontri con le/gli esperte/i dell’Aziende coinvolte nel Progetto e precedentemente formatesi/formatisi con i Centri Antiviolenza e con esperte dei Centri per l’Impiego.
Infine il progetto prevede la realizzazione di un Seminario conclusivo con la partecipazione delle operatrici dei Centri Antiviolenza e delle/i rappresentanti del mondo aziendale coinvolte/i tenuto da esperte esterne sulle tematiche della violenza di genere e mondo del lavoro, welfare aziendale e normative nazionali e regionali sul tema donne-lavoro e la realizzazione di un toolkit contenente “pillole” riassuntive dei percorsi formativi realizzati, con particolare attenzione ai temi della differenza (principi di pari opportunità fra donna e uomo) e violenza di genere (con enfasi sulla violenza economica), strumenti pratici per avvicinarsi al mondo occupazionale con efficacia e normative nazionali e regionali nell’ambito donne-lavoro.
L’Ass SOS Donna sostiene inoltre il Progetto regionale “Ricomincio da tre: partenza, percorso e arrivo per la costruzione di nuove opportunità” realizzato dal Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna, con la partecipazione attiva delle sue operatrici alle esperienze laboratoriali ed alle occasioni formative in esso previste, focalizzate sui temi della prostituzione e dell’accoglienza a donne migranti vittime di violenza. 

 PROGETTO REGIONALE

“Sportello Antiviolenza ALBA”

nel territorio dell’Unione del Rubicone e Mare

L’obiettivo generale del progetto – presentato dall’Unione del Rubicone e Mare in partnership con i centri antiviolenza SOS Donna di Faenza, Rompi il Silenzio di Rimini e Trama di Terre di Imola – è quello di realizzare un intervento mirato al superamento della violenza subita dalla donna, differenziato e peculiare rispetto alla vasta rete di servizi sociali e sanitari locali che accolgono donne vittime di violenza o a rischio di subire violenza, per le quali deve essere riconosciuta la dominanza di una problematica di natura sociale o sanitaria. Su queste basi è nato lo sportello antiviolenza ALBA, che si rivolge a donne che vivono o hanno vissuto situazioni di sopraffazione e di violenza nelle loro relazioni di coppia, in famiglia, in ambito lavorativo o in altri contesti sociali. Il servizio è gratuito e anonimo e viene offerto a tutte le donne indipendentemente dalla loro nazionalità, etnia, lingua, cultura, religione e situazione economica. Gestito dalle operatrici professionali delle associazioni SOS Donna e Rompi il silenzio, lo sportello opera in stretta collaborazione con la rete dei soggetti pubblici e privati del territorio (forze dell’ordine, Pronto soccorso, consultorio familiare, servizi alla persona pubblici e settore no profit) per accogliere le donne e i minori vittime di violenza che necessitano di un aiuto.

Dal 14 maggio 2019 lo sportello è aperto al pubblico ogni martedì dalle 10.30 alle 14.30 presso la stanza “E” della Casa delle Associazioni di Savignano sul Rubicone (Villa Perticari – Corso Perticari), con reperibilità telefonica sempre garantita, negli altri giorni, al numero 379 1067540. Parallelamente all’apertura dello Sportello Antiviolenza è previsto un percorso di formazione specifico per gli operatori e le operatrici della rete territoriale di contrasto alla violenza e delle volontarie dello sportello.

A rendere possibile l’attivazione del servizio è stato anche il contributo della Regione Emilia Romagna: il progetto dell’Unione Rubicone e Mare si è infatti classificato primo in Regione nel bando destinato all’apertura di nuovi sportelli antiviolenza, ricevendo così dalle casse della Regione Emilia-Romagna 17.990 euro a copertura dell’80 per cento dei costi, stimati complessivamente in 22.500 euro.

Il progetto proseguirà anche per il 2020 con lo stesso format e accompagnato dall’apertura del servizio di Sportello di Accompagnamento e Orientamento al Lavoro rivolto a donne che subiscono violenza, aperto tutti i venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

PROGETTO DPO

“One more life! Uscire dalla violenza si può.”

Riconoscere la “violenza economica” è il primo passo per combatterla

convegni informativi,

sensibilizzazione sulla violenza economica,

riconoscimento del fenomeno.

 

Beneficia di un contributo ministeriale di 25mila euro il progetto presentato da Sos Donna, in partnership con l’Unione della Romagna Faentina, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dell’avviso per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e al contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della Convenzione di Istnbul.

Nello specifico, il progetto, che ha avuto inizio il 5 novembre 2018 con tempi di realizzazione di 18 mesi, si prefigge una serie di azioni volte a indagare il fenomeno della violenza economica, un fenomeno difficilmente riconoscibile, spesso anche per le stesse persone che la subiscono. Rispetto ad altre tipologie di violenza essa si manifesta in forme più subdole, radicate in dinamiche di controllo che spesso sono tipiche di una struttura familiare di stampo patriarcale. Il progetto prevede la realizzazione di un’indagine tramite questionari sulle forme di violenza economica che verranno somministrati a un campione di donne accolte da Sos Donna e da quattro aziende del territorio faentino. Progettazione percorsi di sostegno e servizi di supporto attraverso la costituzione di gruppi per donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza-Servizio Fenice, con problematiche relative anche a violenza economica; durante il percorso di empowerment, verranno inoltre introdotte professioniste esperte nella gestione patrimoniale (bancarie, commercialiste, sindacaliste, ecc.) che possano informare/formare e supportare le donne nell’autonoma gestione finanziaria. E’ prevista inoltre la progettazione e realizzazione di campagna di comunicazione sociale per sensibilizzare e contrastare la violenza economica (riconoscimento, come affrontare la violenza economica e prevenzione, anche formativa, rispetto alla sua trasmissione intergenerazionale). I risultati finali dell’indagine verranno pubblicati in un opuscolo contenente approfondimenti su violenza economica, approfondimenti legali e finanziari e sui Servizi di supporto dell’Unione, strategie e consigli pratici per il riconoscimento e la difesa dalla violenza economica.

Qui di seguito la locandina e il depliant informativo facenti parte della campagna di comunicazione sociale sulla violenza economica.

Qui i risultati dell’indagine sulla percezione della violenza economica realizzata tramite la somministrazione di questionari a 199 lavoratrici dipendenti di sei aziende faentine e a 151 donne accolte dal Centro antiviolenza SOS Donna nel corso del 2019: risultati.

Qui l’opuscolo finale realizzato grazie ai contributi delle relatrici che sono intervenute durante il ciclo di incontri “Io sono (econo)mia! Un’educazione finanziaria rivolta alle donne” realizzato a Faenza dal 21 gennaio al 18 febbraio 2020. Troverete  consigli utili per prevenire e contrastare la violenza economica, approfondimenti, informazioni sulle attività realizzate tramite il progetto “One more life!” e i risultati dell’indagine sulla percezione della violenza economica realizzata nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina: “IO SONO (econo)MIA! Come prevenire la violenza economica: l’importanza di un’educazione finanziaria per le donne”.

PROGETTO REGIONALE

“Insieme contro la violenza – III edizione”

Unione del Rubicone e Mare

Attraverso il progetto regionale “Insieme contro la violenza”, arrivato alla sua terza edizione, l’Unione Rubicone e Mare promuove incontri, spettacoli, dibattiti, letture, camminate per sensibilizzare l’intera cittadinanza sul tema della violenza di genere, tramite eventi pubblici che si terranno presso i Comuni dell’Unione nel corso del 2020. La progettualità inoltre ha un focus specifico sulla formazione delle nuove generazioni rispetto ai temi della parità di genere e della prevenzione dell’insorgere di nuove forme di violenza.  Il progetto vede il coinvolgimento come partners dell’Associazione SOS Donna per la realizzazione di percorsi formativi nelle scuole secondarie di primo grado di tutto il vasto territorio dell’Unione. Con l’attività svolta nelle Scuole si vuole costruire un percorso integrato di educazione antiviolenza, promuovendo una cultura di solidarietà e sostegno, esplorando le differenze di genere, affermando il valore della relazione e offrendo percorsi di prevenzione e conoscenza delle tematiche di genere. Il progetto ha l’obiettivo di aiutare ragazzi e ragazze a riflettere sulla tematica delle differenze di genere e sull’influenza che esse hanno nella relazione con i coetanei;  delle idealizzazioni e delle aspettative legate a tali rappresentazioni, anche influenzate dagli stereotipi e dai pregiudizi interiorizzati dal soggetto. Pertanto, gli incontri vogliono rappresentare uno spunto per aumentare le conoscenze ed apprezzare le “normali” diversità che contraddistinguono le differenze di genere. Inoltre l’obiettivo del progetto è di sensibilizzare ragazzi e ragazze sulla tematica della violenza nei confronti delle donne, mostrando loro la dimensione nazionale e locale del fenomeno, facendoli riflettere sui cambiamenti culturali necessari ad arginare ed eliminare il fenomeno.

  

PREVENZIONE E INFORMAZIONE NELLE SCUOLE

L’Associazione Sos Donna ha all’attivo da diversi anni un progetto di formazione rivolto alle Scuole di ogni ordine e grado (studenti e insegnanti) con l’obiettivo di valorizzare le differenze di genere, il rispetto di una cultura delle diversità come presupposto per prevenire e contrastare ogni violenza e discriminazione sessista e per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato di essere donne e uomini. Il progetto viene proposto ogni anno scolastico a diverse scuole dell’Unione della Romagna Faentina e di Lugo. DI seguito i moduli proposti:

  • Progetto “Femmine e Maschi – Facciamo girotondo insieme”, rivolto alle Scuole dell’Infanzia, quale percorso riguardante le differenze di genere e, più in generale, il rispetto “dell’altro diverso da me” a partire dalla quotidianità che i bambini sperimentano nei loro principali contesti di vita (scuola e famiglia), all’interno dei quali si formano le rappresentazioni individuali e vengono vissute le relazioni interpersonali.  Di seguito la Scheda Progetto
  • Progetto “Quali le differenze”, rivolto alle Scuole Elementari, con l’intento di proporre ai bambini un primo elemento di riflessione sulle differenze culturali di genere tra maschi e femmine, avviando, attraverso modalità ludico-interattive e uno scambio all’interno del gruppo classe e con le operatrici del Centro, un percorso di riflessione partecipata. Di seguito la Scheda Progetto
  • Progetto “Educare nelle differenze e prevenire la violenza di genere”, quale sperimentazione di sensibilizzazione alla differenza di genere, rivolto a ragazzi e ragazze delle Scuole Medie Inferiori dell’Area faentina.  L’obiettivo di tale progetto è aiutare i ragazzi a riflettere sulla tematica delle differenze di genere e sull’influenza che esse hanno nella relazione con i coetanei.
  • Progetto “Navighiamo a vista”, un intervento psicoeducazionale di sensibilizzazione sul fenomeno del Cyberbullismo nelle Scuole Secondarie di Primo Grado. Gli incontri sono focalizzati soprattutto sugli aspetti emotivi legati al fenomeno del Cyberbullismo, sulle strategie preventive e di protezione da un punto di vista personale e, infine, sulla relazione tra pari e con gli adulti in caso di episodi di Cyberbullismo (diretti o indiretti).Di seguito la Scheda Progetto di entrambi i moduli.
  • Progetto “Libera dalla violenza. La violenza di genere nelle relazioni adolescenziali”, quale sperimentazione di sensibilizzazione alla violenza di genere, rivolto a ragazzi e ragazze delle Scuole Medie Superiori dell’Area faentina. L’obiettivo di tale progetto è aiutare i ragazzi a riflettere sulla tematica della violenza di genere, sui comportamenti aggressivi, sulle molestie sessuali e sulle eventuali strategie di prevenzione e difesa. Di seguito la Scheda Progetto.

Nel 2017 l’Associazione Sos Donna ha ricevuto un finanziamento pari ad € 2.000 da parte di Banca Intesa San Paolo quale contributo per lo svolgimento del Porgetto Nelle scuole per prevenire la violenza a valere sul “Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale”, costituito dai soci della Banca.

 

PROGETTO “EMERGENZA H24”

Dal 1° luglio 2013 l’Associazione SOS Donna, con partner il Comune di Faenza, ha attivato il Servizio di emergenza H24 rivolto alle Forze dell’Ordine e Pronto Soccorso che incontrano donne vittime di violenza nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina. Attraverso le procedure concordate insieme, l’Associazione SOS Donna risponde 24 ore su 24, attraverso un cellulare dedicato, alle richieste che arrivano da Polizia municipale, Questura, Carabinieri e Pronto Soccorso qualora una donna vittima di violenza (da sola o con i suoi bambini) necessiti di una prima accoglienza e di un sostegno.

Da settembre 2013 è stato messo a disposizione un alloggio di pronta emergenza, questo nuovo alloggio ha la funzione di garantire immediata protezione a chi ancora non ha intrapreso un percorso di uscita dalla violenza. Le donne in emergenza ed i loro bambini, afferenti dal servizio H24, possono essere ospitate nella struttura anche in orario notturno, in una prassi di messa in sicurezza che coinvolge anche Pronto Soccorso e Forze dell’Ordine. Nell’anno 2017 è stata avviata una positiva collaborazione con l’Associazione Demetra Donne in Aiuto, centro antiviolenza di Lugo, nella gestione delle emergenze: nella reperibilità telefonica turnano di settimana in settimana due operatrici formate, una per Sos Donna di Faenza e una per Demetra di Lugo, pronte a intervenire in emergenza sui territori dell’Unione della Romagna Faentina e dell’Unione della Bassa Romagna. In entrambi i territori è presente una casa di emergenza a indirizzo segreto nell’eventualità in cui la donna vittima di violenza e i suoi bambini necessitino di essere ospitati in emergenza.

Periodicamente si svolgono riunioni di raccordo tra Centro Antiviolenza, rappresentati delle Forze dell’Ordine e del Servizio Sanitario dell’Unione della Romagna Faentina per confrontarsi sull’andamento della gestione e sul consolidamento delle prassi di intervento in emergenza con donne che subiscono violenza.

UNA RETE REGIONALE PER L’INCLUSIONE LAVORATIVA DELLE DONNE IN DIFFICOLTA’

Il progetto è co-finanziato con risorse del Fondo sociale europeo – Programma Operativo 2014/2020 Regione Emilia-Romagna; l’intera operazione “Una rete regionale per l’inclusione lavorativa delle donne in difficoltà” coinvolge tutti i Centri Antiviolenza facenti parte del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ed è gestita dalla Scuola Arti e Mestieri Angelo Pescarini di Ravenna. Destinatarie del progetto sono le donne in percorso presso il Centro Antiviolenza del territorio ed ha lo scopo di potenziarne le risorse personali e territoriali messe in campo per la ricerca attiva del lavoro. Ciò al fine di affrancare la donna dalla dipendenza economica e facilitarne così la ricostruzione del proprio percorso di vita. In questo progetto con la presa in carico da parte delle operatrici vengono concordati dei colloqui con le donne per la costruzione di un percorso personalizzato di azioni di supporto all’inserimento lavorativo: redazione curriculum, valutazione delle competenze, verifica delle opportunità di lavoro; oltre alle opportunità previste all’interno dell’operazione, e più idonee per la donna, quali formazione, tirocini, ecc. Le donne, verranno aiutate ad individuare “la professione” che vogliono svolgere sulla base dei “saperi” e delle aspirazioni personali, sviluppando un maggior livello di consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un contesto lavorativo, rendendole consapevoli delle problematiche alle quali vanno incontro e fornendo loro gli strumenti per riuscire a sostenere nel tempo l’impegno preso.