Seminario: “IO SONO (econo)MIA! Un’educazione finanziaria rivolta alle donne”

 

L’Associazione SOS Donna presenta un ciclo di incontri che hanno l’obiettivo di prevenire la violenza economica e promuovere una corretta educazione finanziaria per le donne, dal titolo “IO SONO (econo)MIA! Un’educazione finanziaria rivolta alle donne”.

Il seminario è composto da 5 incontri che potete trovare elencati di seguito:

Martedì 21 gennaio, ore 20.00: RICONOSCERE LA VIOLENZA ECONOMICA, L’IMPORTANZA DI UNA CULTURA DI PREVENZIONE E SUPPORTO PER COMBATTERLA
Ne parliamo con:

Claudia Gatta, Assessora ai Servizi sociali, Politiche abitative e casa, Pari opportunità dell’Unione della Romagna Faentina
Raffaella Meregalli, operatrice del centro antiviolenza SOS Donna di Faenza
Sonia Alvisi, Consigliera di Parità Effettiva Regione Emilia-Romagna, consulente del lavoro

Martedì 28 gennaio, ore 20.00: PILLOLE DI EDUCAZIONE FINANZIARIA. IL MONDO BANCARIO E L’ACCESSO AL CREDITO PER UNA VITA AUTONOMA
Ne parliamo con:
Livia Bertocchi, Welfare Community manager presso LA BCC ravennate, forlivese e imolese

Martedì 4 febbraio, ore 20.00: CONOSCERE GLI STRUMENTI CHE POSSONO GARANTIRE L’INDIPENDENZA ECONOMICA PER VIVERE LIBERA
Ne parliamo con:
Marina Vagnetti, dottoressa commercialista

Martedì 11 febbraio, ore 20.00: DONNE NEL MONDO DEL LAVORO. LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE FEMMINILE
Ne parliamo con:
Sonia Alvisi, Consigliera di Parità Effettiva Regione Emilia-Romagna, consulente del lavoro

Martedì 18 febbraio, ore 20.00: EDUCAZIONE FINANZIARIA E DIGITALE PER PREVENIRE I COSTI SOCIALI DELLA VIOLENZA ECONOMICA
Ne parliamo con:

Claudia GattaAssessora ai Servizi sociali, Politiche abitative e casa, Pari opportunità dell’Unione della Romagna Faentina
Claudia Segre, Presidente di Global Thinking Foundation

Gli incontri si svolgeranno presso la Sala Conferenze “Giovanni Dalle Fabbriche” (via Laghi 81, Faenza) con ingresso gratuito

Le serate sono rivolte alla cittadinanza femminile, ogni incontro ha la durata di circa due ore e verrà lasciato ampio spazio al dibattito e alle domande dal pubblico.
Alle partecipanti è richiesta l’iscrizione preventiva al seminario (gratuita e non vincolante) per motivi organizzativi.

Qui il modulo di iscrizione online: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScxdRuB-8Ic6GXWxMwWhgeRDuep2KiNej3K8BEv_nKMp2gcJw/viewform?vc=0&c=0&w=1
Per informazioni e iscrizioni contattare l’Associazione SOS Donna allo 0546/22060 o tramite e-mail a info@sosdonna.com

INGRESSO GRATUITO

Si ringrazia la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche per la concessione gratuita della sala conferenze

Comunicato stampa: Femminicidio a Glorie di Bagnacavallo

Comunicato stampa

Femminicidio a Glorie di Bagnacavallo

Riccardo Pondi è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Elisa Bravi, 31 anni,  nella loro casa a Glorie di Bagnacavallo. Non risulta che Elisa si fosse rivolta a nessun Centro antiviolenza e  i giornali parlano di “momento difficile della coppia”. Un altro  femminicidio  sarebbe stato commesso da un uomo nel territorio della Bassa Romagna,  confermando  il dato nazionale di una donna uccisa ogni 72 ore.  I quotidiani già titolano che Elisa sia stata assassinata “durante una lite” con una narrazione che non approfondisce e non chiarisce  il contesto in cui avviene il  femminicidio.   Un crimine che viene alimentato da  una sottocultura misogina e violenta che resiste duramente e che  pone le donne in una posizione di subalternità rispetto agli uomini, oggetti da controllare e  di cui poter disporre e da distruggere se si sottraggono al dominio  maschile.

I Centri antiviolenza sono sempre a fianco delle donne per sostenerle, accoglierle, ospitarle e accompagnarle nei difficili percorsi di uscita dalla violenza e da anni operano per cambiare la  sottocultura che è all’origine del femminicidio. Un cambiamento che deve necessariamente coinvolgere   gli uomini per contrastare  una sottocultura machista e patriarcale che li legittima a negare i diritti, la libertà e la  vita alle donne.  Per questo  l’impegno politico contro il femminicidio deve restare una priorità  a livello politico locale e nazionale in sinergia con i Centri antiviolenza.

 

Demetra donne in aiuto

Linea Rosa

SoS Donna

Udi – Unione donne italiane (Massalombarda e Ravenna)

Casa delle donne di Ravenna

A Natale sostieni i centri antiviolenza!

E quasi Natale e sei nel panico per i regali? Niente paura!

L’Associazione SOS Donna propone una serie di pezzi unici ed esclusivi da donare alle persone a cui vuoi bene e con cui contribuirai a sostenere le nostre attività rivolte a donne che subiscono o hanno subito violenza.

Potrai trovare:
*Le bellissime scarpette rosse in ceramica, simbolo della lotta alla violenza contro le donne: realizzate dalla bottega d’Arte e Ceramica Gatti, sono un pezzo unico ed esclusivo, creato appositamente per SOS Donna, nel rispetto di una tradizione ormai centenaria, ampiamente riconosciuta in tutto il mondo.
*I gadget prodotti nell’ambito del progetto “Mai più donne con le spalle al muro” che ha portato alla realizzazione del murales “La Danseuse” di Coquelicotte Mafille, inaugurato lo scorso 8 marzo in occasione dei festeggiamenti per il 25° anno di attività del centro antiviolenza SOS Donna di Faenza.
*La borsina in tela rossa di SOS Donna
*Le scarpette rosse in stoffa realizzate per noi dalle donne del Consiglio di frazione Rossetta di Bagnacavallo

 

 

A Natale sostieni con un piccolo gesto le attività del centro antiviolenza SOS Donna di Faenza! Regala alle persone a te care un simbolo di lotta alla violenza di genere, per la libertà e l’autodeterminazione delle donne.

Per informazioni: 0546/22060 – info@sosdonna.com
La nostra sede si trova in via Laderchi, 3 – Faenza
Orari di apertura: lunedì e venerdì ore 14.30 – 18.30
martedì, mercoledì e giovedì ore 9 – 13

Grazie da tutte le operatrici, le volontarie e le donne accolte 

27 novembre: SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA MATATIA, CONTRO OGNI NEGAZIONISMO

Faenza, 27 novembre 2019

SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA MATATIA, CONTRO OGNI NEGAZIONISMO

Anche per l’anno 2019 SOS Donna, centro antiviolenza di Faenza, ha ricordato la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) con una serie di iniziative tra cui l’ormai tradizionale “cine-aperitivo” con ingresso a offerta libera in sostegno alle donne accolte dal centro, che si è svolto presso il Cinema Sarti in data 26 novembre.

 Alle ore 20.30 la sala si è affollata delle molte persone intervenute per il buffet offerto dalle volontarie dell’Associazione e per la proiezione del film “Nome di donna” che è seguita alle ore 21.00. Le volontarie dell’Associazione sono uscite molto soddisfatte dalla serata per la buona risposta da parte del pubblico intervenuto e per la grande sensibilità che la cittadinanza faentina da sempre mostra alla mission del centro antiviolenza. Per questo si è creato un grande sconcerto tra le associate di SOS Donna quando questa mattina abbiamo appreso dell’episodio accaduto a Roberto Matatia, noto scrittore faentino di origine ebraica, durante la serata e che lo stesso ha denunciato tramite il suo profilo Facebook. Il Sig. Matatia ha riferito infatti che mentre si trovava in sala insieme alla sua famiglia, in attesa dell’inizio della proiezione del film, è stato attirato da una conversazione che alcune persone stavano avendo proprio dietro di lui in cui definivano la Shoah “una memoria pilotata dagli ebrei”. Lo scrittore, molto attivo nell’opera di sensibilizzazione al dramma della Shoah, ha reagito a queste parole informando queste persone delle sue origini ebraiche e del fatto che la sua famiglia è stata massacrata ad Aushwitz e i suoi interlocutori, in tutta risposta, hanno affermato che ne erano al corrente e che “la Shoah è stata inventata dagli ebrei per dominare il mondo”. E’ significativo il fatto che simili affermazioni negazioniste nei confronti di un avvenimento storico come l’Olocausto siano state pronunciate poco prima dell’intervento dell’operatrice di SOS Donna, durante il quale è stata denunciata l’affermazione del Consigliere comunale di Casalecchio di Reno che in un post su Facebook in occasione del 25 novembre ha negato la portata del fenomeno della violenza maschile contro le donne in Italia richiamando la cosiddetta Sindrome di Alienazione Parentale (o PAS), disconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.