Contro gli stereotipi di genere nelle feste di comunità

Anche quest’anno si ripete un evento che da tempo molte donne e molte persone ritengono offensivo e problematico: la Festa della Birra “Nottambula” di Granarolo Faentino, che si è tenuta dal 23 al 26 luglio. All’interno di una manifestazione presentata come una sagra di paese, aperta all’intera comunità, comprese famiglie e persone minorenni, trovano spazio iniziative come le Lottatrici nel fango e il concorso Miss Addrizza.
Il contesto è fondamentale. Non stiamo parlando di un locale per adulti o di un evento privato, ma di una festa che si svolge su suolo pubblico nell’ambito di una convenzione tra il Comune e l’Associazione Starinsieme aps, una festa frequentata da famiglie e con la potenziale partecipazione anche di persone minorenni.
La nostra non è una critica alla sessualità né alla libertà sessuale, che il femminismo ha sempre rivendicato. La domanda è un’altra: quale immaginario viene costruito e normalizzato?
Non contestiamo un singolo gioco o una singola serata. Contestiamo un immaginario complessivo. Miss Addrizza, le lottatrici nel fango e la comunicazione della manifestazione rimandano allo stesso modello culturale: il corpo delle donne come oggetto di spettacolo e intrattenimento, costruito per lo sguardo maschile. Non è una sessualità libera e plurale, ma la riproposizione di stereotipi di genere e di un immaginario patriarcale che contribuisce alla cultura della violenza maschile.
Ci chiediamo quale messaggio trasmetta tutto questo a bambine, bambini e adolescenti che partecipano alla festa come spettatrici, spettatori e volontariə.
È un paradosso che, mentre il Ddl 104 del 9 giugno 2026, limita sempre più i percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, rappresentazioni stereotipate e sessiste continuino a occupare senza alcun problema lo spazio pubblico. Anche questi eventi educano: contribuiscono a definire ciò che una società considera normale, divertente e accettabile.
Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di assumersi la propria responsabilità politica e culturale, rivedendo la convenzione con l’Associazione Starinsieme aps affinché l’utilizzo di spazi e risorse pubbliche sia subordinato al rispetto dei principi di pari dignità, non discriminazione e contrasto agli stereotipi di genere.
Chiediamo inoltre che vengano promossi momenti pubblici di confronto, formazione e sensibilizzazione sulla violenza maschile e sugli stereotipi di genere, come forma di riparazione nei confronti delle donne, delle ragazze e delle bambine della comunità.
Sottoscrivono:
Associazione SOS Donna ODV – Faenza
Sorelle Festival
Incontri di genere Faenza
Faenza Multietnica
Casa delle Donne di Ravenna
Demetra Donne in Aiuto ODV – Lugo
Linea Rosa ODV – Ravenna
Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ETS